Cosa sono le Cinque Terre

Le Cinque Terre rappresentano una delle aree mediterranee naturali e seminaturali più incontaminate e più estese della Liguria; ciò è dovuto a ragioni principalmente storiche e Terrazzamenti delle Cinque Terregeomorfologiche che hanno impedito una espansione edilizia eccessiva e la costruzione di assi viari principali (che invece percorrono più internamente la Val di Vara).
Le attività umane e specialmente la viticoltura, hanno contribuito a creare un paesaggio unico al mondo nel quale lo sviluppo dei tipici “muri a secco” raggiunge complessivamente quello della famosa muraglia cinese.

Tutto ciò unitamente alle caratteristiche di un mare cristallino, a testimonianze architettoniche di valore, ad una rete di sentieri tra le più ricche ed invidiabili nelle zone mediterranee, ha reso le Cinque Terre una meta sempre più ambita da turisti italiani e stranieri. Questo non è tanto il risultato di una campagna promozionale ben riuscita quanto un riconoscimento spontaneo dell’unicità di un luogo, della sua bellezza, della piacevolezza che se ne ricava dal soggiornarvi o dal visitarlo…

Dal punto di vista del turista:

E’ importante sottolineare che le Cinque Terre non sono identificabili come una classica meta turistica…in particolare a Manarola e Corniglia tutto è rimasto come un tempo, per nulla adattato alla nuova vocazione turistica di queste località; la vita degli abitanti è solo marginalmente influenzata dal turismo. Questo è senza dubbio il punto di forza delle Cinque Terre: una dimensione diversa, lontana dagli stress delle città e allo stesso tempo lontana dai paradisi turistici dell’ “all inclusive” dove tutto è attentamente pianificato ed organizzato. Naturalmente questa unicità impone dei sacrifici: la difficoltà degli spostamenti, la scomodità del parcheggio, la carenza di servizi, i faticosi sali-scendi…Le Cinque Terre in definitiva non sono per tutti; non per chi ama (ed è peraltro un rispettabilissimo punto di vista) esclusivamente una vacanza comoda e servita… non vogliamo correre il rischio che il turista possa attendersi qualcosa di diverso dalla realtà; sappiamo però che chi ama veramente le Cinque Terre non le vorrebbe diverse da come sono!

Attualmente il turismo rappresenta con l’agricoltura la vocazione principale dell’area, ma l’uno è legato all’altra perchè richiamo del primo è soprattutto il paesaggio costruito nel corso dei secoli dai contadini con tecniche che si vanno piano piano perdendo. Nel XV secolo i vini di Corniglia e di Vernazza erano conosciuti e apprezzati non solo a Roma ma anche presso le mense dei nobili di Francia e d’Inghilterra; ora il turista può venire a ricercare direttamente sul posto i prodotti della vite e dell’olivo in una stupenda cornice di bellezze ambientali.

Va detto, infine che il rischio di snaturare questo angolo di paradiso negli ultimi anni si è accentuato, particolarmente in certi periodi dell’anno,  a causa di un afflusso poco controllato e poco gestito, di un turismo costituito da gruppi numerosi che mal si adatta alle caratteristiche geo-moforlogiche del territorio e alla capacità di assorbimento dei piccoli borghi, risultando di fatto poco “sostenibile”. Ciò è dovuto soprattutto ad un incremento delle grandi navi da crociera che fanno scalo stabilmente a La Spezia.

L’auspicio è che l’obiettivo della “sostenibilità”, anche e soprattutto in considerazione della presenza del Parco Nazionale delle Cinque Terre che aderisce alla Carta europea del Turismo sostenibile assuma carattere prioritario nelle politiche di gestione del territorio, per evitare che nel volgere di qualche tempo, questo meraviglioso patrimonio dell’Umanità fatto di terra, di mare e soprattutto dei suoi abitanti perda la sua identità storica lasciando il posto a – purtroppo ben noti – carrozzoni a servizio dell’industria globale del turismo.

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