La Torta dei Fieschi di Lavagna: il racconto di un lavagnese

fieschi_gioco_coppie_4Il 14 Agosto è la data che segna che segna il momento clou dell’estate di Lavagna! Con il suo Corteo Storico e la gigantesca Torta di Nozze, 13 kg di crema e pan di spagna, da girone dei golosi. L’evento non è solo importante per i turisti ma anche per noi Lavagnesi: esso infatti segna le varie  fasi della nostra vita di cittadini di questa località. Da bambini ci si va con quella curiosità piena di  stupore e  meraviglia che contraddistingue l’età, alla vista di tutti  quegli abiti scintillanti, dei gonfaloni sventolanti per aria, dei tamburi e delle trombe, e della torta più grande e alta mai vista. Da adolescenti e giovani ci si va perché con il famoso gioco delle coppie si spera di poter trovare nella folla l’anima gemella o comunque per la curiosità di vedere chi avrà il biglietto con la nostra stessa parola e  con cui dovremo dividere la torta; da adulti ci si va per far rivivere ai figli lo stupore e la meraviglia che abbiamo provato noi da bambini alla vista di quella festa, e un po’ per tornare bambini noi stessi;  da anziani ci si va per incontrare gli altri compaesani, scambiare due “ceti” (chiacchiere)  e perché no, per vedere se la Contessa quest’anno ha cambiato abito o ha sempre lo stesso dell’anno scorso.… insomma il 14 agosto per noi Lavagnesi segna,  come accadeva un tempo per le sagre contadine, un preciso periodo dell’anno: da lì in poi si avverte che l’estate con la sua afa e il caldo torrido comincia la sua lenta discesa per  fare strada ai primi sbuffi settembrini.

Il matrimonio di Bianca Dei Bianchi e Opizzo Fiesco

La festa rievoca un episodio collaterale e “minore” della lunga storia dei Conti Fieschi, una potente famiglia di queste terre che nel tredicesimo secolo aveva raggiunto il culmine del suo splendore,  facendone protagonista Opizzo Fiesco. Opizzo, narra la leggenda, nel 1230 torna vittorioso dalle sue imprese e decide di sposare una bella senese, Bianca dei Bianchi. Il matrimonio viene celebrato con grande sfarzo, tanto da offrire alla popolazione una gigantesca torta nuziale. L’operazione culturale-rievocativa, si fonda quindi su elementi reali, storici, con elementi di folclore e aspetti del tutto leggendari e si realizza appunto a Lavagna, sede storica e antica del feudo governato dai Fieschi. Ogni anno il conte e la contessa vengono rappresentati da Lavagnesi doc, lei giovanissima e lui un po’ più maturo. A Lavagna tutti siamo curiosi di sapere chi saranno i due protagonisti del “matrimonio”, si fanno scommesse, circolano voci e finalmente, una volta scoperti i nomi e individuata la famiglia (u figgiu du farmacista o a figgia du pastissè) si rumoreggia per giorni sulla scelta, sul perché e percome. Come in tutti i paesi di provincia, ogni particolare diventa un motivo di chiacchiera quotidiana. Finchè non si arriva alla mitica sera del 14 agosto.

Il corteo storico

Il corteo comincia dalla scalinata della Basilica di S. Stefano, che domina Lavagna. L’imponente chiesa barocca, tutta illuminata e scintillante, fa da sfondo al corteo. La piazza straripa di gente, in attesa, cellulari, ipad, iphone e chi più ne ha più ne metta, tutti rivolti verso l’alto per riprendere la sfilata ed avere ricordi da condividere.
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    Alle 21 esatte, l’altoparlante annuncia: “Ecco la principessa Bianca dei Bianchi in cima alla scalinata della Basilica, in attesa di essere raggiunta dalla sposo….” E lei è proprio lì, ferma, immobile, in cima alle scale, ai lati gli sbandieratori e le dame che fanno da contorno. In pochi attimi viene raggiunta dal suo sposo, Opizzo Fieschi ed insieme iniziano la discesa tra “ohhhhh” e applausi, salgono sui loro cavalli ed attendono che il corteo abbia inizio. Alla fine saranno proprio loro a chiuderlo. Inizia così la sfilata, tra bimbe e bimbi in abito che portano fiori, dame e cortigiane, personaggi storici illustri, musici, sbandieratori e tamburini, danzatori, popolani e contadini, torciari e gonfalonieri, arcieri e spadaccini. Tutti, turisti e cittadini ammirano, esultano e salutano i figuranti, è veramente un bagno di folla, tra applausi e sorrisi. Il corteo attraversa tutto il centro storico cittadino per giungere in piazza Veneto, cuore di Lavagna, e salire sul palco con Torre del Borgo incorporata, adeguatamente predisposti per l’occasione. Sul palco poi si svolgeranno i festeggiamenti in onore dei Conti Sposi, con momenti di spettacolo ricreati dai personaggi della manifestazione: giochi d’arme e duelli cortesi, giochi di bandiera, danze e musiche medievali, mangiafuoco e molto altro. Ma prima di dare l’avvio agli spettacoli, la Contessa taglia la corda che lega la copertura della gigantesca Torta Nuziale posta al centro della piazza…. ed eccola comparire all’improvviso, sua altezza la “Torta dei Fieschi”!

    Il gioco delle coppie

    Ma, non sarebbe un vero matrimonio se alla fine qualcuno non trovasse l’anima gemella proprio alla festa… ed ecco quindi il gioco delle coppie! Chi desidera partecipare al gioco della torta si munisce dei celebri cartoncini colorati (rosa per Lei, azzurro per Lui) con una parola medievale stampata sopra. Questi biglietti si possono comprare anche la sera stessa presso le casse poste nella piazza della Torta.
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      Dal momento in cui la Contessa taglia la torta e ha inizio il gioco, i partecipanti possono cercare nella piazza il proprio corrispettivo, con il cartoncino con la stessa parola e colore diverso. Quando si trova il proprio partner si può andare insieme al centro della piazza e ritirare il set con le due fette di torta da consumare insieme alla persona trovata, occasione per scambiare due parole e chissà. E chi non riuscisse a trovare il bigliettino da accoppiare? Nu ghè prublema, come avrebbe detto mio nonno, tutte le pasticcerie lavagnesi sono aperte quella sera e se ne possono comprare quantitativi da indigestione…

      La notte bianca di “Bianca”

      A mezzanotte i due sposi lasciano il palco, per andare giustamente a celebrare le loro nozze in privato.. e la piazza diventa una grande discoteca a cielo aperto,  in cui tutti possono scatenarsi  in balli sfrenati al ritmo di  unz unz e musica tecno, che nel medioevo avrebbero spaventato tutti credendoli opera di stregonerie, ma che ai giorni nostri rappresentano una giusta motivazione per tirare avanti fino alle 3 del mattino. Anche per quest’anno la festa è finita. I turisti divertiti, contenti ed entusiasti e noi Lavagnesi soddisfatti e felici di aver incontrato amici e parenti che non si vedevano da tempo, tutti rientriamo nelle nostre case o negli alberghi.  Ma non è finita qui… pochi giorni di ripresa e poi già si ricomincerà a parlare dell’edizione del prossimo anno!
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