Le Cinque Terre

Metti una danza ad Apricale

Apricale ci accoglie che è quasi sera

appoggiata sul monte su cui sorge, un’immagine imponente e surreale. Per alcune di noi è la prima visita e subito scatta un “Ohhhhh” di ammirazione e stupore per tanta bellezza. Siamo in venti, tutte donne, e vista l’euforia generale, a qualche passante potrebbe sembrare che siamo qui per un convegno di streghe, anche se in effetti non lontano da qui si trova Triora, l’affascinante borgo medioevale conosciuto come il paese delle streghe.

Siamo qui per fare un dono e riceverlo, è così che noi viviamo questa esperienza di danza in strada. Danzeremo nei vicoli e in piazza e addirittura in casa di una coppia di anziani, pronte a dare e ricevere emozioni e sorrisi.

Nell’antico frantoio

Saremo ospitate nell’antico frantoio, restaurato e riadattato dal Comune e dato in gestione dall’Atelier A, associazione che ha creato ad Apricale una residenza per artisti. Totalmente immerso in una natura rigogliosa, è una struttura su più piani con una cucina comune, una grande stanza per riunioni e training e molte camere da letto. Nel piano sotterraneo scopriamo che lì viene ospitato anche quello che sarà un museo dell’olio, con in mostra tutti gli arnesi e gli attrezzi del mestiere.

In queste stanze odorose di legno e lavanda dormiremo nel fine settimana. È una calda serata di giugno, le lucciole ci illuminano il sentiero e le cicale ci accompagnano nel sonno. Siamo stanche per il viaggio, ma contente e curiose di quello che ci aspetta in questo fine settimana.

La mattina dopo la sveglia è data dalla luce che entra dagli abbaini. Dopo un lungo e intenso training nel verde e all’interno del frantoio e una colazione abbondante a base di pane e marmellate fatte in casa, ci dedichiamo a prepararci fisicamente (ma anche spiritualmente!) al nostro appuntamento con gli spettatori. È sempre un’emozione l’incontro con chi viene a vederci mentre danziamo e questa volta siamo ancora più emozionate e felici all’idea di muoverci in un luogo di una bellezza tanto intensa, tra il verde dei boschi e la pietra delle strade di Apricale…

Strade a chiocciola e finestre sul verde

Apricale è meritatamente famoso come uno dei borghi più belli d’Italia. Quando si raggiunge questo gruppo compatto di case, si scoprono stradine a chiocciola che salendo via via verso la piazza centrale si snodano tra scorci da cartolina. Rampe di pietra, finestre decorate, gradini impreziositi da piante e aperture sui monti circostanti, quando la vista non è completamente occupata da antichi archi e casette strette. È difficile fare più di qualche decina di metri ad Apricale senza incorrere in bellissimi angoli.

La prima tappa del nostro “viaggio” all’interno del paese è nella casa di una coppia di anziani, Anna e Aldo, a cui Roberta Agostini e Gabriele Rosso dell’Atelier A hanno chiesto ospitalità per una danza nel loro salotto. Probabilmente uno dei momenti più emozionanti del nostro fine settimana. Anna e Aldo ci aspettano trepidanti, si siedono sul divano e si godono ogni immagine e ogni movimento tenendosi le mani. Alla fine, ci offrono torta e spumante, si vede che vorrebbero che questo momento non finisse più, ma purtroppo dobbiamo lasciarli e proseguire il viaggio.

Atelier A, dove ogni oggetto è un’opera d’arte

Intanto un gruppo di noi si sposta nella grande piazza di Apricale per prendere per mano le persone, che stanno tranquillamente chiacchierando ai tavolini, e per portarle nell’Atelier A. I più entusiasti sono i turisti stranieri, che con fiducia ci seguono per la scalinata in pietra. L’Atelier A è una residenza artistica e un laboratorio, la cui storia e attività sono intrinsecamente legate ad Apricale. Un luogo accogliente e affascinante che ospita artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. In cambio dell’ospitalità, gli artisti condividono il proprio percorso artistico con Apricale e la comunità lasciando in Atelier creazioni e opere d’arte. Al secondo piano c’è un meraviglioso terrazzo che si affaccia sulla montagna: noi siamo come macchie di colore che si stagliano sul verde. I nostri movimenti e i vestiti colorati avvicinano i bambini che con molta semplicità e immediatezza ci seguono nelle danze.










 

Un’allegra carovana colorata

Siamo un’allegra carovana che si sposta per Apricale. La piazza ci aspetta, con le sue fontane antiche, i tavolini dei ristoranti e le panchine dove è bello riposarsi nella calma dei pomeriggi d’estate. Tutti seguono con naturalezza, contenti di questo spettacolo estemporaneo. Il tempo scorre, ma noi quasi non ce ne accorgiamo, prese dal flusso della danza e cariche dell’energia che arriva dagli spettatori. Ci muoviamo verso Castello della Lucertola, che si erge sopra uno sperone roccioso e sovrasta tutta la piazza. Il giardino pensile è un luogo unico, pieno di profumi e colori, dove le nostre figure spuntano tra le piante e i fiori.

L’ultima tappa è nel vicolo stretto, anzi strettissimo! Scavato nella roccia, come un antro ci accoglie mentre ad una ad una lo percorriamo dando libero sfogo alla nostra immaginazione. C’è chi si arrampica lungo le pareti, chi quasi striscia a terra… ci divertiamo moltissimo! Soprattutto grazie alla grande complicità e fiducia che c’è tra di noi.

Infine ritorniamo in piazza attraverso il dedalo di vicoli che compongono Apricale e qui incontriamo le persone che ci hanno seguito nel nostro itinerario danzerino: riceviamo saluti, impressioni, ringraziamenti.

Con un bicchiere di Rossese in mano

La giornata termina con una cena favolosa al ristorante A ciassatra ravioli di borragine, lasagne al pesto, brandacujun e un brindisi finale con Rossese e Pigato. L’atmosfera è festosa e noi, ancora cariche di adrenalina ed energia, stiamo già immaginando la giornata di domani e le prossime occasioni che ci porteranno di nuovo a danzare nei vicoli e nei luoghi di Apricale, borgo incantato della Val Nervia

 

 

 

 

 

L’articolo Metti una danza ad Apricale sembra essere il primo su La Liguria racconta.