Storia - Il Medioevo (II)

...La matrice dei trasferimenti della gente del Vara lungo la costa è legata a due eventi storici comuni a tutta l'Europa occidentale: l'incremento demografico e la liberazione del Mediterraneo dalla minaccia arabo-saracena. La costa inoltre possedeva un clima migliore, più adatto corba.jpgalla coltivazione di alcuni prodotti come la vite e l'ulivo. I paesi delle Cinque Terre non nascono quindi come borghi marinari ma come borghi agricoli. Ma per esercitare l'agricoltura i primi coloni furono costretti a bonificare completamente il territorio con il terrazzamento dei fianchi dei monti. Iniziò così la caratterizzazione del paesaggio delle Cinque Terre con forme simili a quelle moderne: estesi terrazzamenti coltivati a viti e olivi, boschi di castagni da frutto, boschi da legname. Comune fu quindi l'origine dei borghi come comune fu la stirpe lunigianese, in quanto la Val di Vara costituiva la parte occidentale del territorio che aveva Luni come capoluogo. Dopo un po' di tempo che gli abitanti della Val di Vara si erano trasferiti sul litorale presero confidenza con l'elemento marino perché il trasporto via mare, nei tempi passati, era in via assoluta più conveniente di ogni altro mezzo. Il vino prodotto per la vendita, infatti, doveva essere esportato lontano e ogni cosa necessaria per vivere doveva essere acquistata fuori dal paese.
L'esportazione del vino era assolutamente necessaria perché la produzione era finalizzata soprattutto alla vendita del prodotto e non per soddisfare il proprio fabbisogno di vita. Per questo, solo dalla vendita del vino gli abitanti delle Cinque Terre trovavano i mezzi necessari per comprare gli alimenti che non riuscivano a trarre dalle proprie campagne. Diventare uomini di mare significava essere, oltre che marinai per la marina mercantile, anche pescatori e corsari. Da quel lontano momento gli abitanti divisero il loro tempo fra il lavoro nelle campagne e l'andar per mare a seconda delle loro necessità e dell'avvicendarsi delle stagioni. mana.jpgQuesta affermazione è comprovata dal fatto che nel 1170 una galera di Vernazza, insieme ad altre di alcuni borghi della riviera orientale, fece la guerra di corsa per conto dei genovesi contro i pisani. Nel 1182, inoltre, ancora gli uomini di Vernazza (probabilmente all'epoca il paese più grande e popoloso) esercitarono, in tempo di pace, la guerra di corsa per proprio conto, contro navi mercantili dirette a Genova. Il documento più antico che ricordi le Cinque Terre risale al 1056. E' l'atto del marzo di quell'anno, rogato a Monterosso, con cui il marchese "Guido di fu Alberto" donò ai monasteri di Santa Maria e di San Venerio, beni immobili situati nelle isole della Palmaria del Tino e del Tinetto e in Portovenere. Da questo documento si trae la certezza dell'esistenza di Monterosso in quell'epoca. Per Vernazza il documento più antico che ne ricordi il nome è del 1139. Si può immaginare che i paesi delle Cinque Terre, prima del XII secolo, non fossero altro che una riunione di povere casupole.
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