Framura
- lungo la riviera ligure di Levante, fra le cinque Terre e Portofino.... un paesaggio naturale meraviglioso ed un mare limpido e pulito le sue caratteristiche salienti
-- GUIDA TURISTICA FRAMURA --
Framura non esiste come nucleo, o meglio Framura è il toponimo distintivo di un tipico aggregato ligure a nome collettivo che riassume in unica entità cinque frazioni nettamente distinte tra loro (Anzo, Ravecca, Setta, Costa, Castagnola) distribuite tra mare e monte.
Proponiamo un percorso alla scoperta di questi borghi che corrisponde sostanzialmente alla mulattiera di collegamento tra le frazioni riportata dal Vinzoni, e comprende tre crose trasversali alla carrozzabile provinciale.
Anzo, forse l'Antion dello pseudo-Scillace i cui gioielli ben conosciuti sono la torre di guardia genovese (sec. XV) e la cappella di S. Maria della Neve oggi chiesa di Nostra Signora della Neve, piacevolmente decorata secondo il gusto neogotico dell'epoca. All'interno si conservano Cristo alla Colonna (olio su tela), databile intorno alla fine del XVI secolo, che presenta caratteri Cambiaseschi, Cristo e La Veronica (sec. XVIII) e una Madonna con Bambino San Giovanni Battista e San Sebastiano (sec. XVII).
Passata la frazione di Ravecca, dove il tipo edilizio medioevale è ancora presente nella sua purezza-merita anche un'occhiata la Cappella privata (Cappella Farina) dedicata ai SS. Bernardo e Pasquale, con un piccolo altare rustico decorato da rozze protome in stucco si raggiunge Setta, Sede Comunale, con la grande torre di guardi genovese (sec.XV) e la Cappella di S. Rocco, la cui facciata decorata a tempera con elementi architettonici di gusto neoclassico (seconda metà del '700) è stata recentemente recuperata da un ottimo restauro. All'interno si conserva Madonna col Bambino fra San Rocco e San Nicola (sec.XII-XVIII). Di fronte alla Chiesa sul piazzale è stato posto in epoca recente un vigoroso bassorilievo marmoreo del secolo XVI raffigurante la Resurezione.
Hotel, B&B e altre strutture turistiche segnalate a Framura
La frazione Costa è la più rilevante dal punto di vista archeologico, storico e artistico.
La torre di guardia di epoca carolingia (sec.IX) così come la Pieve di S. Martino sono state oggetto di numerose ricerche. Cimaschi scrisse, commentando su suoi studi precedenti "La Torre della Costa di Framura rappresenta uno degli esempi più tipici di architettura militare, tanto povera quanto ricca di fascino. Parlo di architettura "militare" perché si trattava chiaramente, in origine,di una torre di guardia, e di eventuale sporadica resistenza, contro incursioni che l'ubicazione e la storia della zona fanno attribuire a scorrerie saracene. Una costruzione di straordinaria robustezza, dallo spessore delle pareti costruite a grandi blocchi irregolari, particolarmente imponenti nella parte inferiore e nell'impianto di fondazione, con volte a crociera nel piano inferiore, sopportate da archi laterali. La pianta è quadrata, a due piani non rastremati, diminuenti per riseghe esterne con fregio a dente di sega che corre alla cornice dei due piani. In epoca successiva- senza poter essere troppo precisi, diciamo tra il Mille ed il Millecento alla torre fu addossata la Chiesa di San Martino, di origine certamente monastica (probabilmente matrice S. Colombano di Bobbio), poi sottomessa, nella seconda metà del sec. XII, alla Diocesi di Genova. Che dalle opere murarie rese necessarie da questo collegamento, che -detto per inciso- rappresenta un esempio architettonico molto raro in Italia (le Chiese con il campanile affrontato sono piuttosto diffuse nella Francia del Sud), possa essere nata la tradizione popolare che vede nel toponimo Framura il ricordo dei "frati che murano" non può essere escluso a priori, anche se la testimonianza erudita, ma molto tarda(sec. XV), dell'annalista Mons. Giustiniani preferisce l'accostamento di Framura a "ferra mula, per le sue strade aspre e sassose". Un sommario saggio di scavo, effettuato alla fine degli anni settanta sotto il piano terreno, ha messo in luce una tomba rettangolare a cassa, senza corredo, con copertura a lastre di ardesia, sottostante alle fondamenta, di per sé non databile, ma del tutto compatibile con l'eventuale attribuzione ad un momento non determinabile dell'Alto Medioevo".
All'interno della Chiesa di San Martino si conserva uno dei capolavori di Bernardo Strozzi "Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Carlo Borromeo" e un pulpito in marmi policromi di età barocca che la tradizione popolare vuole essere stato scolpito per la Cattedrale di San Lorenzo in Genova.
Alla fine del "carruggio" della Costa punto dal quale inizia l'itinerario nell'area protetta, si incontra l'"ospitale" di Framura secondo da quanto risulta dalla lapide in caratteri carolini apposta sulla facciata sarebbe opera di Giuliano de Dugo e risalirebbe al 27 dicembre 1400.
Terminato il percorso nel parco, nella Parrocchiale di San Lorenzo di Castagnola si può ammirare la "Deposizione" di Luca Cambiaso, questo capolavoro è attribuito al periodo della maturità dell'artista.