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Storia – Il Medioevo (II)

November 8, 2007 Cultura, Storia delle 5 Terre Nessun Commento
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…La matrice dei trasferimenti della gente del Vara lungo la costa è legata a due eventi storici comuni a tutta l’Europa occidentale: l’incremento demografico e la liberazione del Mediterraneo dalla minaccia arabo-saracena. La costa inoltre possedeva un clima migliore, più adatto corba.jpgalla coltivazione di alcuni prodotti come la vite e l’ulivo. I paesi delle Cinque Terre non nascono quindi come borghi marinari ma come borghi agricoli. Ma per esercitare l’agricoltura i primi coloni furono costretti a bonificare completamente il territorio con il terrazzamento dei fianchi dei monti. Iniziò così la caratterizzazione del paesaggio delle Cinque Terre con forme simili a quelle moderne: estesi terrazzamenti coltivati a viti e olivi, boschi di castagni da frutto, boschi da legname. Comune fu quindi l’origine dei borghi come comune fu la stirpe lunigianese, in quanto la Val di Vara costituiva la parte occidentale del territorio che aveva Luni come capoluogo. Dopo un po’ di tempo che gli abitanti della Val di Vara si erano trasferiti sul litorale presero confidenza con l’elemento marino perché il trasporto via mare, nei tempi passati, era in via assoluta più conveniente di ogni altro mezzo. Il vino prodotto per la vendita, infatti, doveva essere esportato lontano e ogni cosa necessaria per vivere doveva essere acquistata fuori dal paese.


L’esportazione del vino era assolutamente necessaria perché la produzione era finalizzata soprattutto alla vendita del prodotto e non per soddisfare il proprio fabbisogno di vita. Per questo, solo dalla vendita del vino gli abitanti delle Cinque Terre trovavano i mezzi necessari per comprare gli alimenti che non riuscivano a trarre dalle proprie campagne. Diventare uomini di mare significava essere, oltre che marinai per la marina mercantile, anche pescatori e corsari. Da quel lontano momento gli abitanti divisero il loro tempo fra il lavoro nelle campagne e l’andar per mare a seconda delle loro necessità e dell’avvicendarsi delle stagioni. mana.jpgQuesta affermazione è comprovata dal fatto che nel 1170 una galera di Vernazza, insieme ad altre di alcuni borghi della riviera orientale, fece la guerra di corsa per conto dei genovesi contro i pisani. Nel 1182, inoltre, ancora gli uomini di Vernazza (probabilmente all’epoca il paese più grande e popoloso) esercitarono, in tempo di pace, la guerra di corsa per proprio conto, contro navi mercantili dirette a Genova. Il documento più antico che ricordi le Cinque Terre risale al 1056. E’ l’atto del marzo di quell’anno, rogato a Monterosso, con cui il marchese “Guido di fu Alberto” donò ai monasteri di Santa Maria e di San Venerio, beni immobili situati nelle isole della Palmaria del Tino e del Tinetto e in Portovenere. Da questo documento si trae la certezza dell’esistenza di Monterosso in quell’epoca. Per Vernazza il documento più antico che ne ricordi il nome è del 1139. Si può immaginare che i paesi delle Cinque Terre, prima del XII secolo, non fossero altro che una riunione di povere casupole.

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Storia – Il medioevo (I)

October 20, 2007 Cultura, Storia delle 5 Terre Nessun Commento
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Il primo medioevo è caratterizzato in Liguria dalla presenza bizantina e dal consolidamento dell’organizzazione ecclesiale. L’isola del Tino antica mappa cinque terree Soviore diventano importanti centri religiosi. Le popolazioni, a seguito delle invasioni dei Goti e delle scorrerie saracene, si ritirarono verso le colline e le zone montuose dove l’agricoltura, seppure praticata con mezzi primitivi, garantiva l’esistenza. Fino al X secolo si affermò quindi un’organizzazione pievana con i maggiori centri (“pievi”) localizzati a Marinasco (La Spezia), Pignone e Montale (Levanto). I borghi delle Cinque Terre hanno avuto origine più avanti, nell’XI secolo, quando la gente della media Val di Vara, superato lo spartiacque della catena costiera che la separava dal mare, venne ad abitare permanentemente nei pressi del litorale marino, si insediò nelle strette valli o su speroni di roccia esistenti lungo il tratto di costa fra la punta del Mesco e la punta di Montenero, formando i cinque paesi.

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Storia – L’epoca Romana

September 15, 2007 Cultura, Storia delle 5 Terre Nessun Commento
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Sicuramente le tribù liguri rappresentarono un forte ostacolo alla romanizzazione tanto che probabilmente i Romani, giunti alle soglie orientali delle Cinque Terre, rinunciarono ad una vera conquista dell’impervio e aspro territorio; concentrarono invece le loro attività nell’”Agro Lunense”, la produttiva pianura del fiume Magra, dove numerose sono le testimonianze archeologiche- prima fra tutte l’antica città di Luni con il suo famoso anfiteatro- ed i toponimi fondiari romani.

Luni antica Città RomanaNon è improbabile che nell’età augustea una parte delle popolazioni liguri abbandonasse le scomode località di montagna per unirsi ai coloni romani nel lavoro delle fattorie sorte intorno a Luni. Sicura anche la presenza romana a Portovenere (già citato da Strabone nel 50 A.C.), centro portuale non privo di ville patrizie come quella del seno di Varignano della quale permangono le vestigia. Nessun reperto materiale o prova documentaria è invece giunta fino a noi per dimostrare un’eventuale origine romana dei borghi delle Cinque Terre, come attualmente li conosciamo noi. La mancanza di queste prove non può tuttavia negare in modo assoluto una possibile esistenza di centri abitati in quell’epoca nella zona. Qualcuno ipotizza che i Romani, terminata la conquista dei Liguri (177 a.C.), abbiano usato e potenziato l’antico tracciato viario preistorico litoraneo; si pensa che intorno a tale tracciato sorgessero piccoli centri dove avveniva il cambio dei cavalli, il rifornimento e l’eventuale pernottamento delle carovane e dei viandanti. In questo contesto trova l’interpretazione dei nomi di molte località delle Cinque Terre: Volastra, “Vicus oleaster”, il “paese degli olivi” sorto a fianco di una delle stazioni di posta; Manarola, “Manium Arula”, la “piccola ara dei Mani”; Corniglia, il “fondo di Cornelio”; Vernazza, “hibernacula”, stazione marittima della flotta romana. Riomaggiore e Monterosso derivano con ogni probabilità dalle forme latine “Rivus Maior” e “Mons Ruber”

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Storia – L’epoca preromana

September 15, 2007 Cultura, Storia delle 5 Terre 1 Commento
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Le prime testimonianze della presenza umana nell’estremo lembo della Liguria orientale sono costituite dai depositi della Grotta dei Colombi all’isola Palmaria. Si tratta di resti di sepolture umane assieme ad ossa e fossili di animali, mescolati ad

La Grotta dei colombi - isola Palmaria

alcune centinaia di manufatti in selce o diaspro rosso (coltellini, raschiatoi, punte di frecce ecc.) e pezzi d’osso, soprattutto di cervo, foggiati a punte, punteruoli, pugnali e ornamenti vari (conchiglie forate, denti). Anche se con molti dubbi, si è affermato che i resti fossili e i manufatti appartennero a cacciatori e allevatori vissuti nel paleolitico superiore, quando l’isola era ancora attaccata alla terra ferma. Certamente la grotta fu utilizzata a scopo sepolcrale anche nella prima età dei metalli (3.000-2000 A.C.), quando l’isola si era già separata. A tale periodo sono fatti risalire i resti umani e le collane di conchiglie ritrovati negli strati superiori.

Il neolitico (5.000-3000 A.C.) è invece testimoniato da asce levigate di una particolare pietra verde, la “nefrite”. Questa è una varietà di actinolite che si trova nella Liguria orientale in corrispondenza degli affioramenti di serpentiniti (Libiola, Monterosso). Tutti questi dati fanno supporre che la zona fosse abitata nel paleolitico superiore da cacciatori con domicilio stabile o temporaneo in caverne o ripari rocciosi; al neolitico è invece ascrivibile lo sviluppo della pastorizia (bovini, ovini, suini) mentre si ritiene che l’agricoltura (orzo, grano, farro ecc.) si sia sviluppata nell’eneolitico. La caccia, favorita da ambienti estesamente boscati e ricchissimi di selvaggina, rappresentò per millenni, probabilmente ancora all’epoca romana, una fonte primaria di risorse. Altre manifestazioni, sicuramente antiche, ma non di facile datazione sono i Menhir, grandi pietre che venivano infisse verticalmente nel terreno. Menhir di Monte CapriUno di questi è presente nella zona di Tramonti presso la Cappella di S. Antonio ed un altro sullo spartiacque presso il monte Capri. Secondo alcuni studiosi avevano funzione calendariale, secondo altri rappresentavano i precursori delle statue-stele, grandi pietre scolpite con raffigurazioni antropomorfe, assai diffuse in tutta la Lunigiana e risalenti ai periodi dall’eneolitico all’età del ferro. Con l’età del bronzo (1.400-1.000 A.C.) si afferma l’organizzazione sociale detta “pagense”, comune ad altri settori liguri: i centri elementari, “vici”, erano riuniti in piccole circoscrizioni, i “pagi”, facenti capo ai “castellari”, ubicati in posizioni dominanti e con prevalenti funzioni difensive. Il castellare più vicino alle Cinque Terre si trova sul monte Castellaro (valle di Pignone) e gli scavi effettuati hanno portato alla luce una notevole quantità di frammentini vasi decorati indicanti un insediamento stabile ed importante. Circa le vie di comunicazione utilizzate in epoca preromana si è ipotizzata l’esistenza di due itinerari principali: il primo da Portovenere attraversava a mezza costa tutte le Cinque Terre ed era utilizzato probabilmente per trasporto di materiali ed attività connesse all’agricoltura. Il secondo doveva coincidere invece con il crinale e servire per una mobilità veloce ed attività di caccia. Questi assi longitudinali dovevano collegarsi con i castellari allineati in posizione più arretrata. Tale rete viaria non esclude tuttavia l’esistenza già in epoca preromana di alcuni approdi sulla costa delle 5 Terre e quindi di traffici marittimi locali.

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Un po’ di storia delle Cinque Terre…

September 15, 2007 Cultura, Storia delle 5 Terre Nessun Commento
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Abbiamo pensato di pubblicare la storia delle Cinque Terre, che, per quanto antichissima, è poco conosciuta anche a causa della scarsità di documenti ritrovati.
Sono disponibili i primi due capitoli; ogni due settimane ne verrà pubblicato uno nuovo…

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  • Dixie: Credo ci siano poche altre cose in natura, affascinanti come la potenza delle onde che si infrangono sulle coste durante...

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