Tragica mareggiata a Manarola

September 28, 2007 Attualità, Mare 2 Commenti
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Ancora una tragedia del mare alle 5 Terre. Il 27 settembre una giovane coppia di turisti americani viene travolta da un’onda sulle scogliere di Manarola; il giovane riesce a risalire sugli scogli seppure ferito ma Sarah Scherer non riesce a mettersi in salvo e dopo alcuni interminabili minuti smette di muoversi e muore annegata nonostante l’intervento dei mezzi di soccorso della guardia costiera e Vigili del Fuoco

Accade troppo spesso da queste parti…il mare agitato è uno spettacolo affascinante ma molto pericoloso, specie per chi, non del luogo, non conosce l’andamento ciclico onde.

E’ meraviglioso sentire il salmastro del Libeccio sulla pelle, abbandonarsi per ore al maestoso spettacolo dei frangenti…perchè non andare un po’ più giù…avvicinarsi per farsi avvolgere dal frastuono…assorbire un po’ della potenza del mare…tanto lì non arriva l’onda, non può arrivare…

Ma ..nulla è più traditore del mare che cresce spinto dagli impetuosi venti da Mezzogiorno…noi la chiamiamo “Galegiada” quel momento di calma apparente tra una”filata” di onde e la successiva che sarà più forte della precedente…e poi aspettiamo la prossima, augurando ai nostri occhi di poter ammirare un’onda ancora più grande e ancora di più…stiamo nei posti dove si può stare, lontani dagli artigli dell’onda che, sappiamo bene, non perdona.

Un’altra anima da piangere nelle notti di pesca… nella meravigliosa solitudine delle lunghe miglia di mare che ci separano da quegli scogli…su cui ci arrampichiamo per vivere…e da cui l’anima della giovane sposa americana ha spiccato il suo volo verso l’eternità.

Andrea S.

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Storia – L’epoca Romana

September 15, 2007 Cultura, Storia delle 5 Terre Nessun Commento
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Sicuramente le tribù liguri rappresentarono un forte ostacolo alla romanizzazione tanto che probabilmente i Romani, giunti alle soglie orientali delle Cinque Terre, rinunciarono ad una vera conquista dell’impervio e aspro territorio; concentrarono invece le loro attività nell’”Agro Lunense”, la produttiva pianura del fiume Magra, dove numerose sono le testimonianze archeologiche- prima fra tutte l’antica città di Luni con il suo famoso anfiteatro- ed i toponimi fondiari romani.

Luni antica Città RomanaNon è improbabile che nell’età augustea una parte delle popolazioni liguri abbandonasse le scomode località di montagna per unirsi ai coloni romani nel lavoro delle fattorie sorte intorno a Luni. Sicura anche la presenza romana a Portovenere (già citato da Strabone nel 50 A.C.), centro portuale non privo di ville patrizie come quella del seno di Varignano della quale permangono le vestigia. Nessun reperto materiale o prova documentaria è invece giunta fino a noi per dimostrare un’eventuale origine romana dei borghi delle Cinque Terre, come attualmente li conosciamo noi. La mancanza di queste prove non può tuttavia negare in modo assoluto una possibile esistenza di centri abitati in quell’epoca nella zona. Qualcuno ipotizza che i Romani, terminata la conquista dei Liguri (177 a.C.), abbiano usato e potenziato l’antico tracciato viario preistorico litoraneo; si pensa che intorno a tale tracciato sorgessero piccoli centri dove avveniva il cambio dei cavalli, il rifornimento e l’eventuale pernottamento delle carovane e dei viandanti. In questo contesto trova l’interpretazione dei nomi di molte località delle Cinque Terre: Volastra, “Vicus oleaster”, il “paese degli olivi” sorto a fianco di una delle stazioni di posta; Manarola, “Manium Arula”, la “piccola ara dei Mani”; Corniglia, il “fondo di Cornelio”; Vernazza, “hibernacula”, stazione marittima della flotta romana. Riomaggiore e Monterosso derivano con ogni probabilità dalle forme latine “Rivus Maior” e “Mons Ruber”

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Storia – L’epoca preromana

September 15, 2007 Cultura, Storia delle 5 Terre 1 Commento
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Le prime testimonianze della presenza umana nell’estremo lembo della Liguria orientale sono costituite dai depositi della Grotta dei Colombi all’isola Palmaria. Si tratta di resti di sepolture umane assieme ad ossa e fossili di animali, mescolati ad

La Grotta dei colombi - isola Palmaria

alcune centinaia di manufatti in selce o diaspro rosso (coltellini, raschiatoi, punte di frecce ecc.) e pezzi d’osso, soprattutto di cervo, foggiati a punte, punteruoli, pugnali e ornamenti vari (conchiglie forate, denti). Anche se con molti dubbi, si è affermato che i resti fossili e i manufatti appartennero a cacciatori e allevatori vissuti nel paleolitico superiore, quando l’isola era ancora attaccata alla terra ferma. Certamente la grotta fu utilizzata a scopo sepolcrale anche nella prima età dei metalli (3.000-2000 A.C.), quando l’isola si era già separata. A tale periodo sono fatti risalire i resti umani e le collane di conchiglie ritrovati negli strati superiori.

Il neolitico (5.000-3000 A.C.) è invece testimoniato da asce levigate di una particolare pietra verde, la “nefrite”. Questa è una varietà di actinolite che si trova nella Liguria orientale in corrispondenza degli affioramenti di serpentiniti (Libiola, Monterosso). Tutti questi dati fanno supporre che la zona fosse abitata nel paleolitico superiore da cacciatori con domicilio stabile o temporaneo in caverne o ripari rocciosi; al neolitico è invece ascrivibile lo sviluppo della pastorizia (bovini, ovini, suini) mentre si ritiene che l’agricoltura (orzo, grano, farro ecc.) si sia sviluppata nell’eneolitico. La caccia, favorita da ambienti estesamente boscati e ricchissimi di selvaggina, rappresentò per millenni, probabilmente ancora all’epoca romana, una fonte primaria di risorse. Altre manifestazioni, sicuramente antiche, ma non di facile datazione sono i Menhir, grandi pietre che venivano infisse verticalmente nel terreno. Menhir di Monte CapriUno di questi è presente nella zona di Tramonti presso la Cappella di S. Antonio ed un altro sullo spartiacque presso il monte Capri. Secondo alcuni studiosi avevano funzione calendariale, secondo altri rappresentavano i precursori delle statue-stele, grandi pietre scolpite con raffigurazioni antropomorfe, assai diffuse in tutta la Lunigiana e risalenti ai periodi dall’eneolitico all’età del ferro. Con l’età del bronzo (1.400-1.000 A.C.) si afferma l’organizzazione sociale detta “pagense”, comune ad altri settori liguri: i centri elementari, “vici”, erano riuniti in piccole circoscrizioni, i “pagi”, facenti capo ai “castellari”, ubicati in posizioni dominanti e con prevalenti funzioni difensive. Il castellare più vicino alle Cinque Terre si trova sul monte Castellaro (valle di Pignone) e gli scavi effettuati hanno portato alla luce una notevole quantità di frammentini vasi decorati indicanti un insediamento stabile ed importante. Circa le vie di comunicazione utilizzate in epoca preromana si è ipotizzata l’esistenza di due itinerari principali: il primo da Portovenere attraversava a mezza costa tutte le Cinque Terre ed era utilizzato probabilmente per trasporto di materiali ed attività connesse all’agricoltura. Il secondo doveva coincidere invece con il crinale e servire per una mobilità veloce ed attività di caccia. Questi assi longitudinali dovevano collegarsi con i castellari allineati in posizione più arretrata. Tale rete viaria non esclude tuttavia l’esistenza già in epoca preromana di alcuni approdi sulla costa delle 5 Terre e quindi di traffici marittimi locali.

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Un po’ di storia delle Cinque Terre…

September 15, 2007 Cultura, Storia delle 5 Terre Nessun Commento
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Abbiamo pensato di pubblicare la storia delle Cinque Terre, che, per quanto antichissima, è poco conosciuta anche a causa della scarsità di documenti ritrovati.
Sono disponibili i primi due capitoli; ogni due settimane ne verrà pubblicato uno nuovo…

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