Appunti di viaggio: La Spezia, Cinque Terre e dintorni – Speciale: una giornata al Pozzale (7)

Siete in vacanza in Liguria? Amate le isole? Siete attratti dai paesaggi incontaminati? Vi piace andare alla scoperta di angoli inaspettati? Allora, non perdetevi il nostro post! Immaginate di salire su una barca…e in meno di una mezz’ora trovarvi in un mondo nuovo, in mezzo ad una natura quasi selvaggia. Possibile? Se vi trovate in vacanza alla Spezia, nelle Cinque Terre e nell’entroterra, la risposta è affermativa. Partendo dalla Passeggiata Morin, navigherete lungo il Golfo dei Poeti e arriverete al Pozzale, una località con poche eguali. Non diciamo questo a caso: una manciata di miglia nautiche dopo aver mollato gli ormeggi - a bordo di un traghetto di linea (attivo dall’8 giugno al 9 settembre 2018 https://bit.ly/2LclVjO) o con uno dei nostri transfer privati via mare (contattateci per una quotazione all’indirizzo mail: info@arbaspaa.com ) -, potrete fare un’esperienza d’eccezione. Nel cuore dell’arcipelago spezzino, dopo aver ammirato da lontano la bellezza mozzafiato del canale di Porto Venere con il paese sullo sfondo e la magnifica chiesa di San Pietro all’orizzonte, andrete oltre lo spettacolare scoglio fortificato di Torre Scola e finalmente scoprirete il lato meno noto della Palmaria, gioiello delle acque del Levante Ligure. Si trova nel versante orientale dell’isola Patrimonio dell’Umanità Unesco e nessuna descrizione, per quanto chi scrive si possa impegnare, potrà rendere giustizia al suo paesaggio lunare, fatto di scogli, piccole spiagge, una folta vegetazione e non solo. Per voi, che amate i viaggi e la Liguria, ci proveremo, però. Il vento e il canto dei gabbiani vi daranno il benvenuto in quest’area selvaggia, che guarda ad un’altra delle isole di questo tratto di mare: il Tino – zona militare non accessibile, tranne che nel giorno di San Venerio, il 13 settembre - , che con il suo faro guida tutti i naviganti giunti ai confini del Mar Ligure. Sono pochi i segni della presenza umana qui, e non vi aspettate un’esperienza all’insegna del puro comfort: eccettuata l’area di competenza dell’Aeronautica Militare, da cui si può solo passare tramite alcuni viottoli sterrati, l’unico servizio è costituito dal bar-ristorante affacciato sul mare. Il resto è pura natura. Perdetevi nelle calette dopo la punta della Mariella, che potrete raggiungere anche percorrendo a piedi il sentiero che parte dal Terrizzo: spiagge di sassi e ciottoli vi accompagneranno nel mare, quasi subito profondo, verde e trasparentissimo. Dietro di voi, una lussureggiante macchia mediterranea: ginestre, mirti, cisti, arbusti e una lunga pineta sotto cui potrete cercare riposo ed ombra nelle ore più calde e – perché no? – trovare un momento di relax; con il continuo frinire delle cicale, colonna sonora naturale di questa vostra giornata, non sarà difficile conciliare il sonno. Oltre agli onnipresenti gabbiani, potrete far conoscenza con altre specie quali il rarissimo tarantolino, un piccolo geco presente anche sulle altre isole dell’arcipelago, alcuni rapaci e le capre, non autoctone, ma oggi molto diffuse sulla Palmaria. Dopo aver fatto il bagno – non dimenticate la maschera e il boccaglio per lo snorkeling: potrete osservare fondali pieni di vita; portate anche le pinne, se avete intenzione di spingervi più al largo, date le forti correnti marine – , una siesta e una lunga passeggiata, lasciate per ultima la parte più suggestiva: la visita alla cava abbandonata di fronte al Tino. Uno spettacolo di fronte all’altro: da una parte l’isola verde, piena di vegetazione, dall’altra le “torri” di marmo create dal lavoro dell’uomo, che lasciano senza parole chi si avventura al loro cospetto (durante l’esplorazione, fate attenzione e tenetevi a distanza di sicurezza) e di fronte ai resti delle gru utilizzate per l’estrazione e lo spostamento dei blocchi di pietra. Sono in rovina anche le piccole casette bianche dei cavatori, che testimoniano una vita e un’attività ormai parte del passato e la cui presenza rende ancora più affascinante questo speciale tratto di costa conosciuto da pochi, ma che val la pena di visitare. Noi siamo certi che vi piacerà. Cosa portare con voi: - Acqua - Cappello - Un asciugamano o uno stuoino - Scarpe da ginnastica o da trekking - Scarpe per la discesa in mare (vanno bene anche infradito) - Costume, maschera e boccaglio (pinne per chi vuole spingersi al largo) - Macchina fotografica - (se non volete consumare al ristorante-bar) panini o pranzo al sacco - Crema solare Raccomandazioni: non ci sono pericoli particolari, ma siate sempre prudenti in mare, facendo particolare attenzione alle correnti marine, alle barche in transito (solo in poche spiagge è segnalato il limite delle acque sicure) e ai tuffi, essendo i fondali irregolari. Attenzione anche con i sassi e il terreno a volte sconnesso. Dove alloggiare: Prenotate uno dei nostri appartamenti Arbaspàa, situati a pochi minuti a piedi dall’imbarcadero dei traghetti della Navigazione Golfo dei Poeti e dai punti di partenza dei nostri transfer: il Porto Mirabello e la Passeggiata Morin; per maggiori informazioni e prenotazioni: https://bit.ly/2LdC2Ro
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